Poi è arrivato internet, sono apparsi i social media e con essi anche Linkedin.
E tutto è cambiato!
Le vecchie mansioni sono state relegate alla banale sfera dell' economia reale e migliaia di inoccupati si sono riversati in rete impreziosendo il loro curriculum con nuove creative funzioni, rigorosamente in lingua inglese, che testimoniano alternativamente:
a) una pregressa esperienza lavorativa in un'altra galassia
b) una vita passata a leggere fumetti
c) l'utilizzo di Google Translate
Ammetto che non invidio chi lavora nelle agenzie interinali. Mi sono spesso chiesta come fanno a capire quali competenze si nascondono dietro qualifiche come:
- "Senior Kindle Evangelist"
- "Mobile Sensei"
- "Chief Marketing Guru"
- "Retail Jedi"
- "Accounting Ninja"
- "Professionalist International and world-wide optical and vision-focused tenured professorship"
- "Patron Saint of Academic Studying"
- "Bread Scientist" (sì avete capito bene, l'ex-panettiere è ora scienziato del pane)
E tutto è diventato chiaro!
Reclutatori e inoccupati si capiscono al volo perché parlano lo stesso tipo di inglese :).
Mi resta solo un dubbio. Chi valuterà se il candidato possiede veramente una "buona conoscenza della lingua inglese" ?



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