Mi spiace interrompere le loro effusioni, ma ho fretta e il libro che cerco è proprio tra quegli scaffali.Mi avvicino rumorosamente per far sentire la mia presenza. Sono imbarazzata, ma in fondo, penso, non è questo il luogo per sbaciucchiarsi.
Si accorgono di me e si ricompongono in fretta. Lei una quindicenne dai capelli color ebano si scosta rapidamente da lui e finge di cercare un libro.
Lui, forse un anno più di lei, la guarda come un gatto al quale è appena sfuggito il canarino.
Giro loro le spalle e inizio a scorrere i titoli sullo scaffale.
Mi distrae la voce acuta di lei. "Guarda che nome ha questo - dice ridendo divertita - si chiama Picasso". Agita il libro sotto il naso del ragazzo e ripete più volte trascinando le esse: "Picasso, Picasso, che nome stupido."
Lui ride con lei, poi colto da un dubbio le dice: "Però è un nome che ho già sentito".
Le indica lo scaffale ricolmo di libri sul pittore e risponde: "Sì, dev'essere uno famoso, guarda quanti libri ha scritto!"

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